neuromodulatori

Cosa sono e come agiscono?

I neuromodulatori sono sostanze farmacologiche in grado di modificare l’attività dei neuroni, influenzando la trasmissione dei segnali nervosi. Nella medicina estetica, questo termine è principalmente riferito a composti come la tossina botulinica di tipo A, comunemente conosciuta come Botox, che agiscono bloccando temporaneamente la contrazione muscolare. I neuromodulatori sono ampiamente utilizzati per il trattamento delle rughe dinamiche, ovvero quelle causate dalla mimica facciale (come le rughe della fronte, le zampe di gallina, la glabella tra le sopracciglia). Il meccanismo d’azione di queste sostanze consiste nell’inibire il rilascio dell’acetilcolina – un neurotrasmettitore responsabile della contrazione muscolare – a livello delle terminazioni nervose. Questo porta a un rilassamento controllato del muscolo trattato, con conseguente distensione della pelle sovrastante e attenuazione delle rughe.

I risultati sono visibili già dopo alcuni giorni e tendono a durare tra i 3 e i 6 mesi. A differenza di altri trattamenti estetici, i neuromodulatori non riempiono o volumizzano la pelle, ma agiscono a monte, regolando la funzione muscolare. La loro sicurezza è comprovata da decenni di utilizzo clinico, sia in ambito estetico che terapeutico (ad esempio nel trattamento della blefarospasmo, iperidrosi, distonie e emicranie croniche). In medicina estetica, vengono impiegati in microdosi e con tecniche iniettive precise, rendendo il trattamento minimamente invasivo, privo di anestesia, con un recupero immediato e risultati naturali quando eseguito da medici esperti.

Cause delle rughe trattabili con neuromodulatori

Le rughe che rispondono meglio ai neuromodulatori sono causate da un’eccessiva contrazione muscolare ripetitiva. Col passare del tempo, espressioni abituali come corrugare la fronte, aggrottare le sopracciglia o strizzare gli occhi lasciano solchi permanenti nella pelle. Questi segni – detti rughe mimiche – sono differenti dalle rughe statiche, che dipendono dalla perdita di volume e di elasticità cutanea. Fattori come lo stress, l’esposizione solare e il fumo accelerano la formazione di queste rughe, ma la causa principale è la iperattività dei muscoli mimici.

Diagnosi estetica e personalizzazione del trattamento

Il trattamento con neuromodulatori inizia con una valutazione morfologica del volto, durante la quale il medico estetico osserva le aree di ipercontrazione muscolare e valuta l’armonia del viso. Il dosaggio viene personalizzato in base alla forza muscolare e agli obiettivi estetici del paziente. È fondamentale che il medico conosca in dettaglio l’anatomia dei muscoli facciali per evitare risultati artefatti o asimmetrie. La procedura consiste in microiniezioni con aghi sottilissimi, è rapida e ben tollerata.

Rischi e controindicazioni dei neuromodulatori

L’uso dei neuromodulatori è generalmente sicuro, ma non privo di possibili effetti collaterali. Tra i più comuni si segnalano lievi arrossamenti, gonfiori o piccoli ematomi nella sede d’iniezione. Raramente si possono verificare ptosi palpebrale (abbassamento della palpebra), mal di testa transitori o asimmetrie, che solitamente si risolvono nel tempo o possono essere corretti. Il trattamento è controindicato in gravidanza, allattamento, in caso di malattie neuromuscolari (come miastenia gravis) o allergia nota al principio attivo.

Neuromodulatori e chirurgia estetica: il legame

I neuromodulatori sono spesso un’alternativa o un complemento alla chirurgia estetica del volto. In particolare, si integrano perfettamente con interventi come:

  • Lifting facciale: per ottimizzare il risultato e mantenere la distensione muscolare nel tempo.
  • Blefaroplastica: per rilassare i muscoli frontali e ridurre la necessità di un intervento troppo aggressivo.
  • Rinoplastica: per correggere l’attività del muscolo depressore del setto nasale, migliorando il risultato estetico.

Inoltre, il trattamento con neuromodulatori è ideale come soluzione preventiva, in pazienti giovani con segni iniziali di invecchiamento. Grazie alla sua azione mirata e reversibile, è anche un primo passo per chi desidera avvicinarsi alla medicina estetica senza ricorrere immediatamente alla chirurgia.

FAQ – Domande frequenti sui neuromodulatori

1. I neuromodulatori sono dolorosi?
No, il trattamento comporta solo un leggero fastidio localizzato, grazie all’uso di aghi sottilissimi.

2. Quanto durano gli effetti dei neuromodulatori?
Circa 3-6 mesi, a seconda del metabolismo individuale e dell’area trattata.

3. Posso riprendere le attività quotidiane subito dopo il trattamento?
Sì, il recupero è immediato. È consigliato evitare sport intensi o massaggi sul viso per 24 ore.

4. Posso combinare i neuromodulatori con filler?
Assolutamente sì. Sono trattamenti complementari: i neuromodulatori agiscono sulla muscolatura, i filler sul volume.

5. I neuromodulatori possono prevenire le rughe?
Sì, se utilizzati precocemente, aiutano a ridurre l’intensità delle contrazioni muscolari responsabili delle rughe.

6. Esiste un’età minima per il trattamento?
Non esiste un’età anagrafica fissa, ma solitamente si inizia intorno ai 30 anni per scopi preventivi.

7. Gli effetti sono reversibili?
Sì, gli effetti sono temporanei. Se non si prosegue con le sedute, i muscoli tornano alla loro attività originaria.

8. Posso pagare il trattamento a rate?
Sì, presso la Clinica Pallaoro è possibile accedere a pagamenti dilazionati per i trattamenti estetici.